domenica 6 settembre 2009

Difendiamo la libertà di stampa


Firma l'appello dei tre giuristi Franco Cordero Stefano Rodotà e Gustavo Zagrebelsky in difesa della libertà di stampa

appello sit il 7 settembre

APPELLO AI PRECARI E ALLE PRECARIE DI ROMA


Come avete saputo dalla stampa, da venerdì mattina siamo in occupazione
all'interno dell' Ufficio Scolastico Provinciale.


Siamo sette colleghi del Coordinamento Precari Scuola e stiamo resistendo
nonostante le difficoltà che comporta un'occupazione: turni di notte
massacranti, stanchezza e l'onere di difendere le rivendicazioni che
portiamo avanti. Siamo determinati a continuare nella consapevolezza che
le proteste scoppiate in tutta Italia trovano qui a Roma un punto
nevralgico e decisivo di risonanza e di amplificazione. Ci rafforza la
solidarietà che tanti colleghi ci hanno dimostrato in questi giorni,
abbiamo ottenuto l'adesione di forze sindacali e politiche.


Adesso è importante che tanti, tantissimi precari scendano in piazza a
dare anima e forza alla mobilitazione.


LUNEDI 7 SETTEMBRE, ORE 15.00


VENITE TUTTI ALL'ASSEMBLEA PRESIDIO


SOTTO L'USP DI VIA PIANCIANI
Per cominciare la nuova fase della lotta e chiedere il ritiro dei tagli,
il reintegro delle cattedre e l'assunzione a tempo indeterminato su tutti
i posti vacanti.


QUESTA VOLTA POSSIAMO VINCERE: DIPENDE DA NOI.

Si torna sui banchi....


Scuola, il 14 si torna sui banchi: avvio minacciato dagli scioperi

domenica 14 dicembre 2008

maestro unico "facoltativo"

Il"maestro unico" previsto dalla riforma Gelmini sarà attivato solo su richiesta delle famiglie.
Ecco il verbale dell'incontro svoltosi a Palazzo Chigi tra sindacati della scuola e governo.
"In data odierna a Palazzo Chigi si è svolto un incontro, avente ad oggetto l'illustrazione delle linee guida di provvedimenti attuativi della legge 133/208. All'incontro, presieduto dal Sottosegretario di Stato Dott. Gianni Letta, hanno partecipato i Ministri Mariastella Gelmini, Maurizio Sacconi e Renato Brunetta, ed i rappresentanti delle OO.SS.: Domenico Pantaleo e M. Concetta Brigida per la Cgil; Raffaele Bonanni, Giorgio Santini e Francesco Scrima per la Cisl; Luigi Angeletti e Massimo Di Menna per la Uil; Fedele Ricciato e Achille Massenti per la Confsal; Alessandro Ameli per la Cgu; Alberto Sartori per la Cida; Gennaro Di Meglio della Gilda-Unams. A conclusione della riunione con le Organizzazioni sindacali confederali e quelle del comparto scuola in merito agli interventi previsti dal Piano programmatico di cui all'art. 64 della legge 133/2008, il Governo si impegna a recepire nei Regolamenti da emanarsi ai sensi del medesimo art. 64, i principi e le indicazioni che hanno costituito oggetto dei pareri delle Commissioni Cultura, scienze ed istruzione di Camera e Senato ed in particolare:
a) l'orario obbligatorio delle attività didattiche della scuola dell'infanzia garantirà prioritariamente il tempo di 40 ore con l'assegnazione di due insegnanti per sezione e provvederà soltanto come modello organizzativo residuale lo svolgimento delle attività didattiche nella fascia antimeridiana, sulla base della esplicita richiesta delle famiglie;
b) il tempo scuola della primaria sarà svolto, in relazione anche alla esigenza di riorganizzazione didattica, secondo le differenti articolazioni dell'orario scolastico a 24 (prime classi per l'a.s. 2009-10), 27, 30 e 40 ore. In particolare, per l'orario a 24 (solo prime classi per l'a.s. 2009-2010) e 27 ore, si terrà conto delle specifiche richiesta delle famiglie;
c) nelle classi funzionanti a tempo pieno saranno assegnati due docenti per classe".
d) nella scuola secondaria di primo grado, sarà previsto un orario obbligatorio da 29 a 30 ore, secondo i piani dell'offerta formativa delle scuole autonome;
e) nella scuola secondaria di primo grado le classi con il tempo prolungato, ferma restando l'esigenza che si raggiunga il previsto numero di alunni frequentanti, funzioneranno con non meno di 36 e fino ad un massimo di 40 ore;
f) ferma restando l'adozione di misure compensative idonee a garantire i complessivi obiettivi di riduzione dell'art. 64 del Piano Programmatico sarà previsto il congelamento per l'a.s. 2009/2010 dell'incremento del numero massimo di alunni per classe in connessione con l'attivazione dei piani di riqualificazione dell'edilizia scolastica;
g) sarà tutelato il rapporto di un docente ogni due alunni disabili;
h) dall'anno scolastico 2009/2010 troveranno attuazione i soli Regolamenti relativi al riordino del primo ciclo e al dimensionamento della rete scolastica e l'ottimale utilizzo delle risorse umane della scuola, con la contemporanea rimodulazione delle economie da realizzare per tale anno scolastico;
i) i regolamenti relativi al secondo ciclo si attueranno dall'a.s. 2010/2011.

Si svolgeranno fin dal gennaio 2009 le iniziative e le attività di informazione al fine di far conoscere, diffondere e approfondire i contenuti dei nuovi percorsi di studio. Il Governo si impegna inoltre:
1) a costituire un tavolo permanente di confronto per ricercare le possibili soluzioni a tutela del personale precario attualmente con nomina annuale o fino al termine delle attività didattiche, per favorire continuità delle attività di insegnamento e di funzionamento;
2) a prevedere, qualora le risorse di bilancio lo consentano, l'estensione degli sgravi fiscali previsti in materia di salario accessorio". (11 dicembre 2008)
Scuola, la riforma slitta al 2010
"Maestro unico solo su richiesta"

venerdì 28 novembre 2008

Il 20 novembre scorso è stato convertito in legge n. 183, il dl 22 settembre 2008 n. 147, dal titolo “Disposizioni urgenti per assicurare la partecipazione italiana alla missione di vigilanza dell’Unione europea in Georgia”.
Nell’articolo 3 (copertura finanziaria), si legge che 2.457.000 euro vengono tolti alla scuola, 985.000 euro all’università e alla ricerca, 1.618.000 euro alla cultura. Oltre 5 milioni di euro, questa la cifra totale, ancora una volta rubati ai settori della Conoscenza che vengono buttati via in operazioni militari senza senso.

Nella legge 133 ci sono tagli spaventosi ai comparti della Conoscenza, nonostante questo si pensa che essi siano un salvadanaio da cui attingere per ogni necessità, operazioni militari comprese
E' la dimostrazione ulteriore che si vuole svendere l' Istruzione pubblica, è un motivo in più per scioperare il 12 dicembre.

Cordiali saluti,
Anna Fedeli

domenica 23 novembre 2008



MANIFESTAZIONE
PIAZZA BOCCA DELLA VERITA’
SABATO 29 NOVEMBRE 2008 - DALLE 10 ALLE 14
Coordinamenti genitori – insegnanti di Roma Non Rubateci il Futuro



DOVE STA LA VERITA’?
E’ questa la sfida che ci consegna la piazza dal nome così impegnativo – Bocca della verità – scelta per incontrarci il 29 di novembre, ad un mese esatto dal voto del Parlamento che ha convertito in legge il decreto 137, quello per intenderci sul maestro unico.
Un decreto sbagliato e confuso già nelle parole, gravissimo in sé e tanto più pericoloso perché è solo il primo di una serie di interventi che, dalla scuola dell’infanzia all’università, stanno cambiando il volto della formazione in Italia. Un decreto che non ci ha mai convinto. E dai primi di settembre abbiamo cominciato a dirlo con sempre maggiore forza e chiarezza, arrivando a scioperare più volte e a manifestare, genitori e insegnanti insieme, in centinaia di iniziative territoriali, dibattiti, notti bianche, autogestioni in tutto il paese. Ma continua ad aleggiare la domanda: chi avrà ragione? Le migliaia di insegnanti che quotidianamente fanno quello che possono per dare alle giovani generazioni un futuro degno di questo nome, le famiglie preoccupate dell’avvenire dei loro figli, o chi un giorno dichiara e quello dopo nega tutto?
Ecco perché mai come in questo momento e con questo Governo è necessario fare chiarezza, ripartire dalla realtà, chiederci a che punto siamo e quali risposte dare alle tante domande aperte.
Ecco perché questa non sarà una manifestazione come le altre e tanto più dopo la tragedia di Torino. Prima di quel dramma avremmo voluto che il 29 fosse anche una giornata per festeggiare l’aver impedito, almeno per un anno, la chiusura di tante scuole: il 30 novembre le regioni avrebbero dovuto comunicare le sedi da chiudere, ma poi il governo è tornato indietro. Non sappiamo se andrà così anche per altri provvedimenti, nella speranza che passata l’onda, quello che non è riuscito a fare ora, lo realizzerà l’anno prossimo.
Quel che sappiamo è che chi ha il potere di decidere, deve avere chiaro che non solo le scuole le vogliamo aperte, ma pretendiamo, che siano da subito sicure.
Chi governa non può annunciare un piano di “investimenti anticrisi” da 80 miliardi di Euro, contemporaneamente tagliarne 8 alla scuola in tre anni, cancellando 143.000 persone che lavorano per la scuola e riservare un paio di centinaia di milioni alla sicurezza degli edifici scolastici che intanto crollano tragicamente. Non siamo tutti così imboniti dalla TV e dalle frottole da non chiederci: come è possibile che per la scuola - per la cultura, il benessere, la sicurezza nelle scuole - i soldi non ci siano proprio MAI? Chi dice la verità: chi protesta o chi taglia?
Chiunque sente l’urgenza di questi interrogativi, sia esso mamma o maestra, studente o insegnante, precario o pensionato, bambino o artista, è benvenuto sabato 29 a Piazza della Bocca della Verità, per fare e pensare tutti insieme e gioiosamente, malgrado tutto, la buona scuola di tutti/e e per tutti.
PIAZZA BOCCA DELLA VERITA’
SABATO 29 NOVEMBRE 2008 - DALLE 10 ALLE 14
Coordinamenti genitori – insegnanti di Roma e provincia Non Rubateci il Futuro

martedì 18 novembre 2008

INCONTRO NAZIONALE DELLE SCUOLE

INCONTRO NAZIONALE DELLE SCUOLE
FIRENZE 15 NOVEMBRE 2008

Il 15 novembre si è svolto a Firenze un incontro cui hanno partecipato genitori e insegnanti di coordinamenti, assemblee e scuole di Firenze, Sesto Fiorentino, Valdera, Versilia, Lucca, Pistoia, Pisa, Arezzo, Cavriglia, Perugia, Roma, Napoli, Bologna, Reggio Emilia, Parma, Milano, Torino, Venezia.

Alla fine della discussione l'Incontro nazionale delle scuole dichiara:
 di opporsi al disegno di distruzione del sistema scolastico italiano e difende l’attuale modello di scuola elementare (il tempo pieno e i moduli) e dell’infanzia che negli anni ha prodotto risultati eccellenti, oltre a sostenere UNA SCUOLA A MISURA DI BAMBINO.
Inoltre, l'Incontro nazionale delle scuole
 ritiene fondamentale battersi affinché:
• la scuola sia di tutti e sia laica;
• sia la scuola della collegialità;
• sia rafforzata e sviluppata la democrazia degli Organi Collegiali;
 persegue i seguenti obiettivi:
• ritiro degli articoli 16, 64 e 66 della Legge 133/2008 e della Legge 169/2008 ( ex D.L. 137);
• ritiro del disegno di Legge Aprea e DL/leggi collegate;
• difesa e applicazione coerente degli articoli 3, 9, 33 e 34 della Costituzione;
• difesa della Scuola della Repubblica e della sua laicità;
 si oppone:
• alla privatizzazione della Scuola e della Università e alla trasformazione di esse in fondazioni, oltre che a qualunque forma di gestione aziendalistica e privatistica dell'istruzione;
• alla istituzione delle cosiddette classi-ponte, all’emarginazione delle diversità, alle classi differenziali;
• all’istituzione di classi a maestro unico;
• ai tagli di orario e discipline e agli accorpamenti delle stesse alle medie e alle superiori;
• alla cancellazione di 40 anni di percorso delle scuole;
• al ritorno alla valutazione in decimi e al voto in condotta, a maggior ragione in assenza dei regolamenti attuativi;
• all'aumento del numero di alunni per classe.

L'Incontro nazionale delle scuole, per attuare i propri scopi, si prefigge di:
• fare informazione attraverso la distribuzione di volantini, assemblee nelle scuole e dibattiti cittadini;
• di predisporre moduli di iscrizione alle scuole dell'infanzia, elementare, media e superiore che confermino gli attuali modelli didattici e organizzativi;
• di richiedere agli Organi collegiali di ciascuna scuola la conferma degli attuali modelli didattici e organizzativi;
• di promuovere manifestazioni ed eventi come occasioni per parlare di scuola e per sensibilizzare l'opinione pubblica, anche dal punto di vista dell'approfondimento pedagogico;
• di coordinarsi con le altre realtà del movimento (rete degli studenti medi, universitari, docenti, ricercatori, peronale ATA e i precari, oltre che tutti i genitori) per trovare momenti e obbiettivi comuni ;
• di adottare tutte le forme di obiezione di coscienza contro le cosiddette classi ponte.

L'Incontro nazionale delle scuole ritiene fondamentale che vengano rispettate tutte le norme di sicurezza stabilite dalla legge 626/1994 e dal decreto legislativo 81/2008.

L'Incontro nazionale delle scuole invita genitori e insegnanti a lanciare in ogni città, in ogni circolo didattico, in ogni Istituto iniziative di protesta nella giornata di sabato 29 novembre con l'obiettivo di mantenere alta l'attenzione sulla scuola. Segnala inoltre che in diverse realtà si terranno manifestazioni e incontri anche il 22 novembre.

L'Incontro nazionale delle scuole indica nella data del 16 di ogni mese il NO GELMINI AND NO APREA DAY, una giornata di mobilitazione delle singole scuole da attuarsi secondo modalità proprie di ciascuna scuola.

L'Incontro nazionale delle scuole invita genitori, insegnanti, assemblee, coordinamenti cittadini e tutto il mondo della scuola e dell'Università a pronunciarsi sullo sciopero generale del 12 dicembre mettendo in rilievo le ragioni della protesta della scuola.

L'Incontro nazionale delle scuole lancia un appello a genitori, insegnanti e a tutti i cittadini che facciano pressione su tutte le organizzazioni sindacali per la proclamazione unitaria di uno sciopero generale per la scuola pubblica, laica e di tutti.


Firenze 15 novembre 2008
Gli avvenimenti del fine settimana ( riuscito sciopero dell'università e della ricerca e imponente manifestazione degli studenti nella giornata di venerdì, grande assemblea degli studenti alla Sapienza di sabato e domenica, l'assemblea nazionale delle scuole a Firenze, sabato) dimostrano che dopo il 30 ottobre il movimento contro i provvedimenti infami del Ministro Gelmini è sempre più vivo in tutte le sue componenti.
Soprattutto adesso è chiaro il messaggio che il sistema della Conoscenza funziona solo con un progetto politico ed economico di prospettiva che tenga insieme dagli asili agli Enti di ricerca.
Significativo il parere negativo espresso dal CNPI sulle scelte del governo in materia di Istruzione (riportato nel post di questo articolo)
Indico 2 degli argomenti più urgenti da affrontare nei singoli coordinamenti:
le iscrizioni e la modulistica più appropriata in ogni ordine di scuola;
la non applicabilità a tutt'oggi del sistema di valutazione con le cifre nella scuola dell'obbligo;
il rispetto della legge 626/1994 e del decreto 81/2008 in tema di sicurezza
Riguardo all'espletamento delle attività aggiuntive, al di là delle singole posizioni ( io condivido la posizione del comitato romano, ma sono consapevole che la scuola superiore ha bisogno di target diversi di offensiva), per gli insegnanti tutti è fondamentale non dare la disponibilità alle supplenze, considerata anche la triste condizione dei supplenti di cui ricevo testimonianza ogni giorno.

Bisogna lavorare per la riuscita delle iniziative che verranno messe in calendario in ogni città per il 29 novembre, giornata di mobilitazione per tenere alta l'attenzione sul valore della Conoscenza.

Bisogna altresì lavorare per la riuscita dello sciopero generale proclamato dalla sola CGIL contro le devastanti politiche economiche di un governo che vuole far pagare la crisi solo ai lavoratori. Lavorerò perchè i temi della scuola dell'università e della ricerca siano tra le priorità delle parole d'ordine di quello sciopero.


Buon lavoro a tutti
Anna Fedeli

domenica 16 novembre 2008

Anna Adamolo, ministro-onda

E' nato il sito 'clone' del Ministero dell'Istruzione :parte come la homepage del Ministero dell'Istruzione, ma poi sfuma in un mare e sugli studenti di un corteo, mentre, sottofondo, si sente la voce di Anna Adamolo,nuovo Ministro-onda
e leader virtuale (il cui nome e' l'anagramma di Onda anomala) che simboleggia l'ondata della protesta che attraversa tutte le città italiane.

http://www.ministeroistruzione.net/

martedì 11 novembre 2008

mercoledì 5 novembre 2008

Iniziative

Il giorno giovedì 6 novembre, alle ore 18,00, siete invitati a partecipare alla riunione sulla riforma Gelmini, organizzata nel nostro distretto, in via Montalcini (Villa Bonelli)

mercoledì 29 ottobre 2008

Nulla di nuovo sotto il sole

Habemus papam...Finalmente la tanto pomposamente declamata riforma Gelmini è legge dello Stato Italiano.
Da domani un mondo nuovo, fatto di meritocrazia e di efficienza si apre anche per quei bifolchi ed ignoranti che compongono la classe docente italiana. Il secolo d'oro sta per cominciare....una nuova stagione di rinascimento culturale sta per travolgere la scuola italiana...
Serviranno decenni di lavoro per ricostruire sulle macerie dello stato sociale che questa Destra sta accumulando sugli italiani. 50 anni di conquiste, di scuola pubblica, cioè nostra, di tutti gli italiani, stanno affogando nella retorica del ritorno al maestro unico, del grembiulino, del 5 in condotta.
Tutte parole d'ordine, buone però per almeno il 50% degli italiani rintronati da Retequattro, Italia 1, Canale 5, e, a seguire, dai Riotta, Vespa, e tanti altri servi privi di qualsiasi pudore, più realisti del re, la cui stretta di mano è più umida e scivolosa della scia delle lumache.
E si affaccia anche qualcosa di altro, di tristo, di lugubre, di già visto...squadracce di fascistoidi che a man salva arrivano indisturbati con un camioncino pieno di spranghe davanti al Senato, in pieno centro Storico a Roma e che provocano e picchiano a Piazza Navona.
Chiunque abiti a Roma sa perfettamente che nessun mezzo del genere potrebbe mai, senza il tacito (?) assenso delle forze dell'ordine (?) avvicinarsi a Corso Rinascimento e a Palazzo Madama e fermarsi nelle immediate vicinanze e scaricare tutto quel ben di Dio che abbiamo visto nei filmati...magari tra 20 anni scopriremo che questa nuova strategia della tensione è stata ispirata da qualcuno molto vicino ai Servizi e al Palazzo (anche questa è una storia già vista e sentita). Vero Cossiga?
Alle 10:36 il Senato, incurante delle proteste che si sono sviluppate e dilagano in tutta Italia, ha approvato, in via definitiva, la conversione in legge del decreto Gelmini sulla scuola con 162 voti a favore, 134 contrari e tre astenuti.
Il provvedimento, approvato il 9 ottobre dalla Camera, non è stato modificato dai senatori e ora è legge
Con soli 25 voti di differenza (gli astenuti al Senato sono considerati voti contrari) si dà il via ad un progetto di Restaurazione che devasta la scuola pubblica della Costituzione.
Dobbiamo ontinuare con le proteste e le iniziative, più necessarie che mai, perchè la disinformazione è ancora diffusa nella società civile e nei posti di lavoro.
Dobbiamo utilizzare tutti gli strumenti possibili per far sì che questo decreto non trovi alcuna applicazione nelle scuole, così come già accaduto per le controriforme Moratti..
Domanila partecipazione allo sciopero sarà ancora più motivata. Da dopodomani saremo a tavolino a studiare le contromosse.
Buono sciopero a tutti
Anna Fedeli


Per il momento ha vinto lei:

martedì 28 ottobre 2008

La conoscenza della Costituzione

La conoscenza della Costituzione

I numeri non sono un'opinione: SAREMO I PRIMI FRA GLI ULTIMI

Al di là di ogni chiacchiera televisiva, in cui i nostri politici "sparano" le cifre di una spesa "fuori controllo" per l'istruzione in Italia,ecco i dati comparativi OCSE (organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico)su quanto gli Stati spendono in istruzione
Rapporto spesa per l'istruzione sul PIL %
Italia 4,4
Francia 5,7
Portogallo 5,4
Norvegia 7,0
Polonia 5,5
Media OCSE 5,4
Con il taglio di 8 miliardi di Euro previsto dalla manovra finanziaria la percentuale verrà ridotta al 3,9, misura che ci collocherà al penultimo posto nella graduatoria OCSE.

Rapporto spesa per l'istruzione su spesa pubblica % Italia 9,3
Spagna 11,1
Irlanda 14,0
Messico 23,4
Corea 15,3
Nuova Zelanda 19,4
Stati Uniti 13,7
Repubblica Slovacca 19,5
Media OCSE 13,2
In questo caso'Italia già si colloca all'ultimo posto nella graduatoria generale.
Gli stessi dati sono forniti dal Ministero dell'Istruzione.
CHE DIRE SE UN MINISTRO CONTRADDICE I DATI FORNITI DAL SUO STESSO MINISTERO?

MARTEDI 28 dalle ore 16.30 e MERCOLEDI 29 dalle ore 10.00 alle ore 19,00in occasione della votazione del decreto Gelmini
SIT-IN / PRESIDIO di fronte al SENATO (P.za NAVONA)

domenica 26 ottobre 2008

SCUOLA: GELMINI, LE RAGIONI DELLA PROTESTA SONO INCOMPRENSIBILI

''Le ragioni della protesta non le comprendo e sono sempre piu' convinta che molti di coloro che scendono in piazza non hanno letto il provvedimento perche' non si capisce come mai si occupino le universita' e si facciano manifestazioni nella scuola secondaria, che non sono minimamente toccate dal provvedimento che riguarda invece la scuola e non l'universita' e i licei superiori''. Cosi' il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini,su canale 5, commenta le proteste di questi giorni nel mondo universitario e della scuola.

Caro Ministro,vuole conoscere i motivi dello dello sciopero nelle università?
L'opposizione alla L. 133, che mira a stravolgere il sistema universitario e il suo carattere pubblico con la TRASFORMAZIONE DELLE UNIVERSITA’ IN FONDAZIONI PRIVATE,
IL BLOCCO DELLE ASSUNZIONI DEL PERSONALE A TEMPO INDETERMINATO,
I TAGLI ALLE RISORSE, PER 1,5 MILIARDI.
E i motivi dello sciopero nella scuola secondaria?
La riduzione delle ore di lezione,l'aumento del numero di alunni per classe,il ridimensionamento degli indirizzi di studio..
A questo aggiungo la semplice considerazione che solo una persona ignorante (nel senso latino dell'etimo -e se non capisce questa sottigliezza culturale- magari se la faccia spiegare da Bossi o Calderoli)può credere che l'istruzione possa essere concepita a compartimenti stagni e che un disastro nella scuola elementare non si ripercuota poi sul ciclo di studi immediatamente conseguente, obbligatorio e successivo.
D'altronde la capisco signor Ministro. Il concetto di solidarietà tra chi manifesta in favore o in soccorso di altri, deve essere qualcosa di abnorme per le sue nordiche e destrorse cervici....una nozione che non è compresa nel manualetto del deputato di Forza Italia che il Berlusca le ha venduto.
Questi sono concetti astrusi...per Lei è più adeguato un Bignami di egoismi da bassa cucina (che mi frega, tanto stanno fregando qualcun altro, se sto zitto e buono forse non si accorgono di me, basta che mi paghino.)...tutte cose da libero mercato, come quelle che il Capo del Governo, sfrenato liberista fino a cinque minuti fa, insegnava. Ora, mi sembra, che stia facendo dell'intervento pubblico in favore degli interessi forti la sua bandiera. Ma solo al cretino è richiesta la coerenza..vero?
Caro Ministro, il provvedimento lo abbiamo letto ,eccome,come il piano programmatico scritto da Tremonti! Peccato che le sue dichiarazioni,senza contraddittorio, in tv non corrispondano a quanto scritto sul Decreto e, come dicevano i latini "Scripta manent.."
Ecco un esempio per la scuola primaria:
Nel D.L. 137 si parla di “una più ampia articolazione del tempo-scuola” ma non compare assolutamente la garanzia del Tempo Pieno così com'è e come tutti vogliamo conservarlo: un tempo scuola di qualità, di innovazione didattico-educativa, di inclusione sociale, che limita l'insuccesso scolastico offrendo a tutti il massimo delle opportunità.
Se si fosse voluto conservare il Tempo Pieno, sarebbe infatti stato sufficiente scrivere che era garantito quello esistente, stabilito dalla legge 820 del 1971, con 2 insegnanti contitolari per classe,che si alternano mattina e pomeriggio suddividendosi gli ambiti linguistico e matematico.
Il tempo scuola che lei ci propone,se pure esso sarà conservato, avrà invece un'insegnante prevalente (per 22 ore)mentre le ore pomeridiane saranno suddivise tra un'accozzaglia di insegnanti (anche 7 o 8 su una classe )di serie b,che forniranno,per forza di cose, un servizio frammentato e puramente assistenziale!Questo non è tempo pieno,tuttal'più è un doposcuola!
Per coprire le 40 infatti,ore verranno eliminare le compresenze, liberando pacchetti minimi di ore in cui gli insegnanti interverranno in un numero imprecisato di classi :che minestrone!!
Leggo poi che "La determinazione dell'organico della scuola primaria avverrà tenendo conto del solo orario obbligatorio (e cioè delle 24 ore)" :ma chi pagherà l'orario eccedente? Le famiglie? Il fondo d'Istituto già da anni ridotto all'osso?
Deduco che,al di fuori delle 24 ore, non verranno più garantite classi, stabilità degli insegnanti, gratuità del servizio.
Quindi le chiacchiere televisive stanno a zero, vanno bene per i gonzi che guardano retequattro e basta. Non ci venda un semplice taglio di ore di lezione come un miglioramento di rapporto tra qualità delle stesse e tempo scuola. Non può esistere una qualità scolastica se non, quantomeno, a parità di ore di vero tempo scuola. Meno ore si fanno, meno qualità ci sarà: è una regola matematica!!!